Enzo Tortora

Enzo Tortora

Arresto di Enzo Tortora

L’arresto di Enzo Tortora

Enzo Claudio Marcello Tortora (Genova, 30 novembre 1928 – Milano, 18 maggio 1988) è stato un conduttore televisivo e politico italiano.

Insieme a Raimondo Vianello, Mike Bongiorno, Corrado e Pippo Baudo è considerato uno dei padri fondatori della radio e della televisione italiana. Negli anni cinquanta è stato anche interprete di fotoromanzi per il periodico femminile Grand Hotel.

Il suo nome è ricordato anche per un caso di malagiustizia di cui fu vittima e poi denominato Caso Tortora. Enzo Tortora fu infatti accusato di gravi reati ai quali tuttavia era totalmente estraneo, sulla base unicamente di asserzioni provenienti da un inquisito per mafia; è stato per questo arrestato e imputato di associazione camorristica e traffico di droga. Solo dopo anni di carcere ingiustamente scontati, la sua innocenza è stata dimostrata e riconosciuta dalla stessa magistratura che lo aveva coinvolto, e che lo ha definitivamente assolto. Il giornalista è deceduto poco dopo la sentenza che metteva fine al suo calvario.

Questa triste vicenda ha portato a un referendum popolare volto a introdurre la responsabilità civile dei magistrati: il risultato referendario ha dato esito positivo con larghissima maggioranza, ma è stato successivamente abrogato dalla legge varata dal ministro e ex-magistrato Giuliano Vassalli, che ha reintrodotto l’immunità e ripristinato il codice a come era prima del referendum.

Fonte: Wikipedia

Enzo Tortora, da caso umano a evento politico

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    1983 - L’arresto

    Il 17 giugno Enzo Tortora viene arrestato dalla Procura della Repubblica di Napoli con l’accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico.

  • 1984 - L’elezione al Parlamento Europeo

    Ad un anno dal suo arresto Enzo Tortora viene eletto deputato al Parlamento europeo nelle liste del Partito Radicale.

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    1985 - La condanna

    Il 17 settembre Enzo Tortora viene condannato a dieci anni di carcere.

    Il 9 dicembre il Parlamento Europeo respinge all’unanimità la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’eurodeputato Enzo Tortora per oltraggio a magistrato in udienza. I fatti contestati sono relativi all’udienza del processo alla N.C.O. del 26 aprile 1985, in occasione della quale il pubblico ministero Diego Marmo, rivolgendosi al legale di Tortora, afferma: «Il suo cliente è diventato deputato con i voti della camorra!»accusa dinanzi alla quale Tortora grida: «È un’indecenza!»

    Il 31 dicembre si dimette da europarlamentare e, rinunciando all’immunità parlamentare, resta agli arresti domiciliari.

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    1986 - L’assoluzione

    Il 15 settembre Enzo Tortora viene assolto con formula piena dalla Corte d’appello di Napoli.

  • 1987 - I Referendum per la Giustizia Giusta

    L’8 novembre del 1987 si vota il Referendum del Partito Radicale per la responsabilità civile dei magistrati e per la giustizia giusta. Le votazioni si concludono con l’approvazione del popolo italiano.

  • 1988 - L’addio

    Il 18 maggio Enzo Tortora muore. Sulla sua tomba c’è scritto “Che non sia un’illusione”.

Il Partito dei Referendum

Trent’anni di lotte radicali per la vita del Diritto e il Diritto alla Vita

Dal 1974 a oggi il Partito Radicale ha promosso 110 referendum raccogliendo in totale più di 63 milioni firme autenticate e certificate – almeno 500.000 per ogni referendum. La Corte Costituzionale ha bocciato 48 referendum, mentre il Parlamento è intervenuto approvando 8 nuove leggi che hanno impedito ai cittadini di esprimersi. Il popolo italiano ha potuto votare per 47 referendum promossi dal Partito Radicale e per 35 volte hanno prevalso i “sì”, ottenendo maggioranze fino a oltre il 90%.

Al Partito Radicale si devono riforme storiche, tra cui la legalizzazione di divorzio e aborto, l’obiezione di coscienza, il voto ai diciottenni, lo stop alle centrali nucleari, la riforma del sistema elettorale in senso maggioritario, la depenalizzazione dell’uso personale di droghe leggere, l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, la chiusura dei manicomi e l’affermazione dei diritti dei transessuali.

COMITATO PROMOTORE REFERENDUM RADICALI PER LA GIUSTIZIA GIUSTA